Domenico Marongiu - "la tua arte ... in internet" by Giuseppe Russo

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Domenico Marongiu

Domenico Marongiu nasce a Ovodda nel 1955.
Sin dalle scuole medie dimostra una particolare passione per il disegno così pure durante gli anni trascorsi al liceo.
Dopo una breve parentesi universitaria, si dedica completamente al disegno e alla pittura, attingendo dalla quotidianità paesana i primi temi per i suoi dipinti.
Si presenta al pubblico per la prima volta nel 1975 in un’estemporanea.
Da allora rivelatosi oltre ad un buon paesaggista, un ottimo ritrattista, continua con l’impegno assuntosi, a studiare privatamente le storie ed i metodi pittorici dei grandi maestri, esponendo con regolarità nell’isola e nella penisola.
La riscossione di apprezzamenti da parte del pubblico e della critica, fan si che parecchie sue opere appaiano in molte collezioni private nazionali ed estere.
Attualmente vive e lavora ad Ovodda.
C’è chi alla pittura, così come a qualsiasi altra manifestazione, espressiva e non, può arrivarci per gioco e chi per tale la frequenta anche tutta una vita. Non è questo, credo, il caso di Domenico Marongiu che nella pittura si riversa integralmente vivendola in maniera assorbente e inquietante come un vero amore.
Dipingere, in tutta la sua complessità e articolazioni, dalla scelta del soggetto al modo di rappresentarlo, equivale per lui, prima di ogni altra cosa, a un atto comunicativo di un certo impegno e gravità. Niente, pertanto, può essere affidato al caso ed ogni “segno” (nella sua valenza semiotica di rapporto tra significante e significato) è veicolo di tale convinzione.
Così come altrettanto significativa è la scelta della tecnica: a olio e a spatola. A ciò sembra Domenico essere approdato per esclusione, dopo aver bandito i blandi pennelli che scivolano morbidamente sulla tela senza scalfire, come invece piace a lui, e senza depositarvi quella materia che contrasta e corregge colori o ambientazioni che qualche volta possono sembrare (ingannevolmente) quasi “leggeri”.
Il richiamo più immediato è, infatti, agli impressionisti dalla cui serenità e luminosità di visione tuttavia Domenico rifugge (pur essendo loro debitore in quanto alla tecnica di distribuzione del colore) per inoltrarsi in ambienti più aspri e forti, di matrice piuttosto espressionista.
Le raccoglitrici di olive, il campo di patate, sono alcuni eloquenti titoli dei suoi quadri, ove le figure appaiono sempre colte in posture che evocano movimento, che  è lavoro e, in più di un caso, fatica e sofferenza.
Pur manifestando, infatti, una certa versatilità in quanto ai soggetti della sua pittura, che vanno dalle nature morte, ai ritratti, ai paesaggi, ci pare di cogliere la predilezione di Domenico per le figure e le scene di chiaro sapore “sardo”, intendendo con questo non un vacuo omaggio a un gusto strapaesano per il “tipico”, bensì un’ulteriore possibilità di analisi finalizzata a una maggiore comprensione della (sua) realtà.
Pittura come ricerca quindi e, per una personalità come la sua, mezzo di espressione ormai ineludibile.
(Tonina Paba)

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