Ercole Gino Gelso - "la tua arte ... ovunque, nel mondo" by Giuseppe Russo

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Ercole Gino Gelso


Nato a Maiolo (PU) vive tra Bologna e Porto Recanati.

Dipinge dal 1968.

Autodidatta, ha partecipato a numerose mostre di pittura, tra le altre:

Estemporanee di Cervara, Castel Madama e Affile (Roma).
Diverse edizioni della festa della primavera a Subiaco (Roma) dove ha vissuto più di venti anni ed era componente del circolo artistico "la Bottega dell'arte".
Due edizioni del Resegone (Mostra del piccolo formato) nel milanese.
Rassegna d'arte contemporanea Città di Bologna (dove vive dal 1971).
Accademico associato (sezione pittura) dell'accademia Tiberina (1974).

www.ercoleginogelso.it


Ercole Gino Gelso - foto


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personale Recanati (MC) - enter

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Non solo nuvole!

Un invito ad osservare con gli occhi, con la mente e con il cuore.
Chi dipinge non può  prescindere da questi  tre valori, la tecnica è lo strumento per realizzare il lavoro.
Questa condizione si realizza nella pittura, nella fotografia, nella scultura, nella poesia … in ogni forma d'arte, ma … è la condizione irrinunciabile per ogni cosa, con gli amici, con  le persone amate, sul lavoro … in una parola … è la vita.
Per capire, conoscere, apprezzare bisogna fermarsi ad osservare, ad ascoltare, solo così si possono comprendere "veramente" le cose.
(Ercole Gino Gelso)

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Per la fotografia, la passione è esplosa 10 anni dopo quella per la pittura.

Le prime foto, alla ricerca di un qualche cosa che non fosse semplice scatto, risalgono al 1978.

Convinto - da sempre - che per la fotografia vi è la necessità di fermare un attimo, comunque sostanzialmente irripetibile, ha cercato di cogliere quell’attimo utilizzando quelle cornici naturali che esistono sempre e che solo l’attenzione ti fa vedere.

Un lavoro particolare lo ha portato a fotografare dalla stessa posizione un paesaggio, da più di trent'anni, in tutte le condizioni climatiche, temporali e di luce possibili e di quegli scatti, esiste una selezione di più di 300 immagini (all’alba, durante il giorno, al tramonto, di notte, in inverno, in primavera, in estate, in autunno, con la neve, la pioggia, la nebbia ecc. ecc.) e quella ricerca prosegue  tuttora.

Non manca il giuoco dello scatto ripetuto da distanze quasi impercettibilmente simili e che pur tuttavia producono risultati assolutamente diversi.

In maniera analoga alla pittura, la fotografia risente di un’immediatezza fondamentale, come quella che si ha nelle fotografie dei fulmini o dei fuochi artificiali.

Ci sono anche, naturalmente, le foto scattate con l'ausilio di un cavalletto, con l’utilizzo del tempo di posa, (tre lune nel cielo o la scia dell’astro realizzabile con ore di apertura dell’obiettivo) e in questo modo la fotografia smette di cogliere l’attimo per diventare storia, quasi filmato in un'unica immagine.

Più recentemente, sono iniziati i cosiddetti “ appunti di viaggio”, dove con la fotografia si colgono situazioni che è necessario cogliere immediatamente, perché non si riproporranno mai, situazioni che coinvolgono soggetti viventi, ed è per questo che - ogni giorno - una macchina fotografica lo accompagna.

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